
20) Il comunismo di Platone.
L'argomento ha attratto l'interesse dei filosofi sia nel secolo
scorso, sia in questo. In realt sembra che Platone nel delineare
il modello del regime perfetto si sia ispirato a quello spartano,
che allora godeva di grande favore sia per la compattezza sociale,
che tutta la Grecia invidiava a Sparta, sia perch questa citt
era uscita vincitrice dallo scontro trentennale con Atene.
Repubblica, 416d-417b (vedi manuale pagine 97 e 98-99)
 [416 d] [...]prima di tutto nessuno deve avere sostanze
personali, a meno che non ce ne sia necessit assoluta; nessuno
deve poi disporre di un'abitazione o di una dispensa cui non possa
accedere chiunque lo voglia. Riguardo alla quantit di provviste
occorrenti ad atleti di guerra temperanti e coraggiosi, devono
ricevere dagli altri cittadini, dopo [e] averla determinata, una
mercede per il servizio di guardia, in misura n maggiore n
minore del loro annuo fabbisogno. Devono vivere in comune,
frequentando mense collettive come se si trovassero al campo. Per
quello che concerne l'oro e l'argento, occorre dire loro che
nell'anima hanno sempre oro e argento divino, per dono degli di,
e che non hanno alcun bisogno di oro e argento umano; e che non 
pio contaminare il possesso dell'oro divino mescolandolo a quello
dell'oro mortale: perch numerose sono [417 a] le empiet che si
sono prodotte a causa della moneta volgare, mentre integra resta
quella che portano entro di loro. Anzi a essi soli tra i cittadini
del nostro stato non  concesso di maneggiare e di toccare oro ed
argento, e di entrare sotto quel medesimo tetto che ne ricopra; n
di portarli attorno sulla propria persona n di bere da coppe
d'argento o d'oro. E cos potranno salvarsi e salvare lo stato.
Quando per s'acquisteranno personalmente terra, case e monete,
invece di essere guardiani, saranno amministratori [b] e
agricoltori; e diventeranno padroni odiosi anzich alleati degli
altri cittadini. E cos condurranno tutta la loro vita odiando e
odiati, insidiando e insidiati, temendo molto pi spesso e molto
di pi i nemici interni che gli esterni; ed eccoli gi correre
sull'orlo della rovina, essi e il resto dei cittadini. Per tutto
ci, continuai, diciamo pure che cos debbono essere organizzati i
guardiani per quanto riguarda l'abitazione e gli altri bisogni; e
siano queste le nostre leggi. No? - Senza dubbio, rispose Glaucone

 (Platone, Opere, volume secondo, Laterza, Bari, 1967, pagine 239-
240).

